
L’industria italiana della robotica e dell’automazione è in forte crescita e offre opportunità uniche per le piccole e medie imprese (PMI) che vogliono aumentare la loro competitività sul mercato. Ma per cogliere questi vantaggi, è necessario cambiare mentalità e convertire i processi produttivi, anche se piccoli, in modo da sfruttare al meglio le potenzialità delle nuove tecnologie.
La robotica collaborativa, ad esempio, permette di integrare i cobot (robot collaborativi) con i lavoratori umani, migliorando la qualità e la sicurezza del lavoro, rendendo la produzione più flessibile e riducendo i costi. I cobot sono facili da programmare e da spostare, e possono eseguire compiti ripetitivi, di routine e potenzialmente pericolosi, lasciando ai lavoratori quelli più creativi e strategici. Inoltre, i cobot sono certificati “Machine 4.0 ready”, il che significa che possono beneficiare di incentivi fiscali e agevolazioni finanziarie previste dal piano Transizione 4.0.
L’intelligenza artificiale (IA) è un’altra tecnologia che può rivoluzionare l’industria delle PMI. L’IA consente di analizzare i dati raccolti dai sensori e dai visori installati sui macchinari, e di ottimizzare le prestazioni, prevenire i guasti, ridurre gli sprechi e aumentare l’efficienza energetica. L’IA può anche supportare la diagnostica medica, la produzione di prodotti in plastica, l’automazione intelligente nella produzione dell’acciaio e molti altri settori.
Tuttavia, per adottare queste tecnologie non basta acquistare un cobot o un software. È necessario formarsi continuamente sulle nuove competenze digitali, informarsi e aggiornarsi sulle novità del settore, strutturare se stessi e le proprie aziende in modo da essere pronti al cambiamento. Solo così si potrà affrontare le sfide sociali ed economiche che l’automazione comporta, come la perdita di posti di lavoro e la necessità di riqualificazione.
Non lasciatevi soppiantare dalla grande industria e dai servizi digitali. Siate entusiasti del futuro che vi aspetta. La robotica e l’automazione sono le vostre alleate per crescere e innovare.
Alcuni esempi italiani di piccole aziende che si sono convertite all’automazione in diversi settori e hanno ottenuto gran successo sono:
- Robotecnica Srl: una PMI che opera nel settore della robotica e dell’automazione industriale. La società progetta e realizza soluzioni personalizzate per l’assemblaggio, il controllo qualità, la saldatura, il taglio laser e altre applicazioni. Tra i suoi clienti ci sono aziende leader nei settori dell’elettrodomestico, dell’automotive, dell’aerospaziale e della meccanica.
- Microcontrol Srl: una PMI che si occupa di automazione industriale nel settore alimentare. La società offre sistemi di pesatura dinamica, etichettatura automatica, controllo metal detector e gestione dei dati. Tra i suoi clienti ci sono aziende come Barilla, Ferrero, Nestlé e Parmalat.
- ASE Srl: una PMI che fornisce soluzioni di automazione industriale nel settore chimico-farmaceutico. La società progetta e realizza impianti per la produzione, il dosaggio, il trasporto e lo stoccaggio di polveri e liquidi. Tra i suoi clienti ci sono aziende come Pfizer, Novartis, Roche e Sanofi.
Alcune ricerche certificate che spiegano come da qui ai prossimi 3 anni ci sarà una completa svolta sul modo di acquistare in diversi settori sono:
- Il report “The Future of Shopping” di PwC, che analizza le tendenze che stanno cambiando il comportamento dei consumatori e le strategie dei retailer. Il report prevede che entro il 2025 il 50% degli acquisti sarà online, il 40% dei consumatori sarà influenzato dalle recensioni online e il 30% utilizzerà la realtà aumentata per provare i prodotti.
- Lo studio “The Future of Manufacturing” di Deloitte, che esplora gli scenari futuri per l’industria manifatturiera, considerando le sfide e le opportunità legate alla tecnologia, alla sostenibilità, alla domanda e alla concorrenza. Lo studio prevede che entro il 2030 il 25% della produzione sarà personalizzata, il 20% sarà circolare e il 15% sarà basata su piattaforme digitali.
- La ricerca “The Future of Healthcare” di KPMG, che indaga le aspettative e le preferenze dei pazienti e dei professionisti sanitari in relazione all’assistenza sanitaria. La ricerca rivela che il 75% dei pazienti vorrebbe accedere ai servizi sanitari tramite canali digitali, il 65% sarebbe disposto a condividere i propri dati sanitari con i fornitori di assistenza e il 55% sarebbe interessato a utilizzare dispositivi indossabili per monitorare la propria salute.
- Il report “The Future of Education” di EY, che analizza le tendenze che stanno trasformando il settore dell’istruzione e della formazione. Il report prevede che entro il 2025 il 40% degli studenti utilizzerà piattaforme digitali per apprendere, il 30% dei docenti sarà supportato da intelligenza artificiale e il 20% dei corsi sarà personalizzato in base alle esigenze e agli interessi degli studenti.
- Lo studio “The Future of Agriculture” di McKinsey & Company, che esplora gli scenari futuri per l’industria agricola, considerando le sfide e le opportunità legate alla tecnologia, alla sostenibilità, alla domanda e alla concorrenza. Lo studio prevede che entro il 2030 il 50% delle colture sarà irrigata con sistemi intelligenti, il 40% dei fertilizzanti sarà sostituito da biostimolanti e il 30% dei prodotti agricoli sarà tracciato con blockchain.
- La ricerca “The Future of Entertainment” di PwC, che indaga le aspettative e le preferenze dei consumatori in relazione all’intrattenimento. La ricerca rivela che il 70% dei consumatori vorrebbe accedere a contenuti multimediali tramite abbonamenti o servizi on demand, il 60% sarebbe interessato a esperienze immersive come la realtà virtuale e aumentata e il 50% sarebbe disposto a pagare per contenuti personalizzati o interattivi.
In conclusione, possiamo affermare che l’automazione è una realtà inarrestabile che sta cambiando il volto dell’industria italiana in diversi settori. Le PMI che vogliono cogliere le opportunità offerte da questa rivoluzione devono essere pronte a investire in tecnologie innovative, a formare le proprie risorse umane e a rinnovare i propri modelli di business. Solo così potranno competere sul mercato globale e soddisfare le esigenze dei consumatori sempre più esigenti e informati. L’automazione non è una minaccia, ma una sfida da affrontare con coraggio e creatività.
